Credo che il mio cervello, sostanzialmente sia lo stesso di quando ero ventenne. Il mio modo di esercitare il pensiero non è cambiato negli anni. E non dipende certo da una mia particolarità, ma da quellorgano magnifico che è il cervello: se lo coltivi, funziona, se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile: per questo bisogna continuare a pensare.
Rita Levi Montalcini, 97 anni
Premio Nobel per la medicina 1986
La società nella quale viviamo nel guardare allindividuo, purtroppo dà ancora uneccessiva importanza alle sue caratteristiche di efficienza e di produttività, soprattutto in termini materiali. Così facendo linteresse per le persone che sono uscite dal ciclo produttivo del lavoro rischia di rivelarsi marginale o comunque insufficiente. Ma come recentemente sostenuto dal Patto europeo per la salute mentale e il benessere siglato a Bruxelles nel giugno 2008, è nel mantenere attiva la popolazione anziana, specialmente dal punto di vista cognitivo, la vera scommessa del terzo millennio per i diversi Paesi e i loro servizi sociali.
Politiche quasi mai sperimentate prima, o almeno non su così larga scala, e basate sui concetti di: prevenzione, sostegno e assistenza alla persona. Interventi, cioè, che al lato pratico, possano garantire il più a lungo possibile lautonomia e il benessere dellindividuo. Certo non esiste ancora nessuna pillola miracolosa capace di realizzare tutto questo, ma per iniziare possiamo contare, anche a San Marino, sulla volontà di ognuno di noi unitamente al supporto di operatori sociali qualificati e di strutture adeguate di socializzazione, come i centri diurni e i centri ricreativi.
Spesso, gli anziani lamentano problemi di memoria, che vivono come un grave difetto o come la prova del loro deperimento rispetto ad un mondo sempre più efficiente, veloce e giovane in eterno. In realtà, la memoria è una funzione complessa. Non può essere separata, scomposta ed infine aggiustata come un pezzo di ricambio dellautomobile. Le facoltà mentali, compresa anche la memoria stessa, funzionano indissolubilmente legate allindividuo e non possono funzionare bene in chi, pur sano o colpito da acciacchi rimediabili, perde la stima di sé e che si sente solo e inutile, che, in altri termini, si sente vecchio.
Certo vale anche il contrario e per questo i disturbi della memoria vanno affrontati prontamente. Come? Ad esempio agendo preventivamente attraverso progetti mirati e continuativi. Ecco perché anche a San Marino, una realtà che non vuole di certo estraniarsi dal contesto europeo, è nato un importante progetto che sin dal 2006 si propone di evitare la comparsa dei disturbi della memoria attraverso semplici esercizi quotidiani (memory training) capaci di coinvolgere la sfera psicologica (terapia della reminiscenza) dellemotività (gruppi di ascolto) e della socializzazione (mantenimento e sviluppo della abilità relazionali). Questo progetto, denominato laboratorio permanente per la prevenzione dei disturbi della memoria, viene portato avanti dagli operatori del Servizio Territoriale Domiciliare col supporto di una psicologa ed è proposto a numerosi anziani frequentatori delle strutture diurne. Fra i suoi vari obiettivi vi è in particolare quello che si propone, con tecniche apposite, di accompagnare i partecipanti nel mantenimento delle loro capacità mnemoniche residue sino al più difficile processo di ricostruzione delle stesse o di possibile evoluzione e apprendimento di nuove competenze. Tutto questo è possibile grazie a operatori e professionisti qualificati e utilizzando un approccio terapeutico che non solo è non medico, ma anche definibile, per certi versi, ludico.
Lidea di far sì che sempre più sammarinesi mantengano la memoria è proposito ambizioso. Ma la sfida appare molto interessante e a tale prova non ci si vuole sottrarre. Il Servizio Territoriale Domiciliare ha attivato specifici incontri di esercitazione e di ascolto emotivo settimanali e pubblicato un innovativo volume contenente tutti i tipi di esercitazioni mnesiche che normalmente si svolgono in gruppo presso il Centro Ricreativo Vivi la Vita di Serravalle e il Centro Diurno di Borgo Maggiore, per far sì che i partecipanti possano continuare il percorso formativo autonomamente a casa propria.
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